La Comunità Religiosa
Una testimonianza di vita volta a Dio, nucleo animatore delle attività socioassistenziali guanelliane.
Una vita donata
La Comunità religiosa ha valore in sé come testimonianza di vita volta a Dio attraverso i voti (povertà, castità e obbedienza), un cammino partecipato di santificazione, ascolto della Parola, partecipazione all'Eucarestia e preghiera.
Essa è chiamata ad un “apostolato”, in sintonia con la chiesa locale, ma con stile guanelliano aperto dunque ai più bisognosi. È anche “nucleo animatore” delle attività socioassistenziali a cui ha dato il via e nelle quali si rende garante del rispetto delle linee educative guanelliane.
La frase di don Guanella “dare Pane e Paradiso” sintetizza il fine della sua opera: ogni azione educativa raggiunge il suo scopo se, rispondendo ai bisogni concreti della persona, la conduce ad incontrare Dio.
La comunità religiosa di Milano ha come riferimenti san Luigi Guanella e San Gaetano Thiene.
La missione
“Si stia tutti uniti nella mente, nel cuore, nel corpo a procacciare il bene della Casa”
— Massime spirituali di Don Guanella, Carità fraterna, 1
Noi Servi della Carità abbiamo ricevuto dal Fondatore l'amore e la cura dei poveri, specialmente dei più abbandonati, di “coloro che sono poveri nell'ingegno o nella salute o nelle sostanze”.
In particolare, ci dedichiamo al ministero della carità tra i disabili mentali chiamati dal nostro fondatore i “buoni figli”, tra gli anziani, i fanciulli e i giovani. Tuttavia, nessuna iniziativa di carità ha lasciato indifferente il nostro Fondatore, il quale ha aperto le sue case ad ogni categoria di persone in difficoltà: sordomuti, preti vecchi e ammalati, anziani anche benestanti, ma abbandonati.
Seguendo queste indicazioni del Fondatore, noi Servi della Carità abbiamo adeguato la nostra opera, estendendola a nuove forme e adattando le istituzioni originarie alle esigenze nuove.
Pur mantenendosi aperta a qualsiasi genere di povertà materiale, morale e spirituale, rivolge la sua attenzione principalmente:
- Ai fanciulli, i ragazzi e i giovani in stato di abbandono materiale o morale;
- Alle persone anziane o handicappate a livello psico-fisico che sono prive di appoggio umano e senza le cure necessarie ad una vita dignitosa;
- Al “popolo povero”, cioè quei gruppi e moltitudini che sono segnati da grave povertà sociale e religiosa.
La vita fraterna
È la Carità di Cristo che ci raduna in fraternità. Essa costituisce uno dei valori più preziosi della nostra vocazione. Don Guanella ci esorta: “Come grani di frumento macinati e impastati vogliamo diventare un solo pane offerto alla mensa dei poveri”.
“Ci comportiamo con semplicità, come in famiglia, attenti a prevenire le necessità dei fratelli e a sostenerli nelle difficoltà della vita” (Costituzioni n. 21).

